Qual è l’oggetto misterioso da indicare?
Questo “qualcosa “ appartiene ad una sorta di grammatica e di sintassi che rispondono ad una logica non rapportabile a grammatiche, retoriche o sintassi del tipo cui ordinariamente siamo di solito abituati.
Parliamo qui, dunque, di una forma di comunicazione la quale, esprimendosi secondo modi e metodi non del tutto razionali, deve creare insieme un canale comunicativo fatto di : attenzione, interesse e di una specie di sapiente regìa delle sensazioni e, soprattutto , delle emozioni.
Vediamo intanto come soggettivamente percepisco ed intendo una concezione non organica né sistemica di questa difficile forma d’ Arte. La penso come un respirare, come qualcosa che appartenga a dei concetti opposti ed a volte in contraddizione : per es. rarefazione- condensazione, essere – non essere. Alle volte può sembrare il niente, alle volte invece il tutto, untutto però avvolgente.
La concepisco come ARS TECHNICA, al servizio però di un divenire , divenire detto appunto
pensiero – musicale.
Ed ora ve ne parlo usando altri opposti, più semplici, come dei SI’ e dei NO e dei dubbie dei forse.
Non è per me una forma di TECNICISMO di tipo auto-referenziale: un super – tecnicismo da selfie, insomma.
Pensare le Musica a volte può essere esemplificato con delle conchiglie che secernono, a volte sì ed a volte no delle perle. Spesso l’atto creativo avviene come ci si trovasse in un sogno ad occhi aperti Ci si potrebbe trovare ad incantarsi, come ad osservare una di quelle piccole sfere di vetro per turisti: rovesciandole ci sembra stia cadendo, come ovatta, della neve. Ecco, questo sì: delle volte la Musica e le sue idee scendono dall’ alto proprio come la neve finta di una quinta teatral – cinematografica. Altre volte invece occorre partirne alla ricerca, proprio come avviene in molte delle fiabe più note. L’ importante sarà che questa ricerca si svolga con serenità e non affannosamente .
Ed ora, per meglio spiegare cosa si possa modernamente intendere perinvenzione musicale, basta rifarsi ad una famosa ed antica forma: il ricercare. Una forma appunto che forse riesce a spiegare almeno concettualmente cosa sia la ricercain Musica.
Non va però trascurato il significato di Musica come comunicazione cl mondo esterno e , soprattutto, come tentativo meta-linguistico di entrare in contatto – mediante questo linguaggio asemantico con delle regole e consuetudini tutte sue proprie – in contatto, dicevo, con il difficile genere umano . Ed inoltre può essere e diventare Musica persino il tentativo di completare la propria soggettività e sensibilità ed a volte di tentare di specchiare la propria anima nel mondo.
Mondo però un bel poco virtuale: un mondo del come se, del forse.
Ad essere sinceri, nell’ arte si rispecchia molto e molto spesso una forma forse unica di – occorre accettarla, volgendola al POSITIVO, questa a volte tremenda contraddizione – dicevo una forma davvero unica (e spesso non invidiabile) di solitudine esistenziale. Tema questo che si presenta come particolarmente attuale nel “domaine” della società contemporanea, di certo capace di accentuare al massimo questa solitudine dell’uomo .Solitudine che, se appartiene già all’ uomo comune, figuriamoci se non finisca per essere sia appannaggio sia “marche de fabrique” ( ed un poco persino condanna , se non forma di patologia sociale ) dell’ individuo specializzato nel far divenire il proprio respiro se non sospiro forma d’ arte . (F.C.)
